mercoledì, 21 maggio 2008

Fuga II

Considerando che tirare il pacco è da autentiche stronze irrispettose, a quell'appuntamento ci DEVO andare.

UUUUHHHH! Sono una vigliacca. Come mi sono crogiolata per tre mesi frignandomi addosso, adesso mi crogiolo nella voglia di scappare. Non c'è scritto da nessuna parte che devo sposarmi con Marco dal momento che ci esco. E' che l'idea delle prime uscite, delle telefonate, dei messaggi contradditori mi fanno venire un'ansia formato gigante.

Nella prossima vita voglio essere un eunuco. Neanche lesbica. Proprio un eunuco. Non voglio avere pulsioni sessuali. Voglio fare l'eremita. E' facile fare gli eremiti, bisogna solo imparare a gestire la solitudine. Vuoi mettere gestire un rapporto di coppia?

AniNin alle 11:53 in:
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mercoledì, 21 maggio 2008

Fuga

Che ci fosse qualcosa che non va in me già lo sapevo. Ieri ho solo avuto una conferma delle mie stranezze e della mia propensione alla fuga.

Girovagavo per il centro commerciale con V. alla ricerca di un paio di scarpe. Lei, più eccitata di me, continuava a farmi domande sul mio ultimo incontro con Marco. - Ma non sei contenta? Hai aspettato settimane, quasi mesi...- ha sorriso V.

Perchè non sono contenta? O meglio, sono anche contenta, ma il primo istinto è di dare una buca colossale venerdì sera. - Come ti vestirai? - ha chiesto poi V. - Guarda V., ultimamente sono allo scazzo più totale. Pensavo di mettermi jeans e scarpe da ginnastica...- del resto perchè dovrei impegnarmi tanto? Per carità, Marco è un caro ragazzo. E' carino, è educato. E' una risposta alle mie (eventuali) preghiere. Ma...Ma è arrivato l'istinto di conservazione. Siccome so che potenzialmente potrebbe piacermi parecchio, siccome so qual'è il mio destino eventuale qualora fossi ricambiata, siccome il fatto di vedermi con qualcuno mi fa venire un nodo alla gola, siccome soltanto l'idea che un uomo mi chieda di impegnarmi mi fa rabbrividire, siccome non ho nessuna intenzione di far entrare un essere di sesso maschile (fatta eccezione per il gatto) a casa mia, allora mi viene spontaneo darmi alla fuga.

Non è solo questione di personalità evitante distanziante. E' proprio il cagarsi sotto.

 

AniNin alle 09:08 in:
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martedì, 20 maggio 2008

L'ignoranza che crea il deserto

Leggendo blog e riviste americane in questi ultimi tempi ho notato la rilevanza che si da negli Stati Uniti, come in altri paesi, all'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuola superiore. Basti pensare che in Svezia esistono corsi di educazione sessuale dal lontano 1946, mentre in Italia  l'unico disegno di legge fatto in proposito risale al 1997. Che ne è dell'educazione sessuale nel 2008? Non v'è traccia nella scuola. Il che oltre che imperdonabile, ci rende un popolo totalmente ignorante in materia.

Informazioni minime sono date dagli insegnanti di scienze e biologia che tra il primo e il secondo anno delle superiori informano allegramente gli studenti che uno spermatozoo feconda un ovulo. Tutto questo ha poco a che vedere con la responsabilizzazione di uno stuolo di ragazzini che al sesso ormai pensa da tempo e che alcuni hanno già fatto. C'è chi sostiene che l'ignoranza in materia è imperdonabile perchè è possibile raccogliere informazioni ovunque a riguardo, specie dopo l'avvento di internet. Probabilmente  è così, ma sono piuttosto certa che spetta alle famiglie e ai genitori educare adeguatamente i loro figli, e non devono essere i figli ad autoeducarsi. In fondo l'educazione sessuale non è solo informazione sessuale. Oltre che informazione dovrebbe essere un'educazione ai sentimenti e al rispetto del prossimo e soprattutto del corpo del prossimo, dove certe barriere sono del tutto invalicabili.

Se all'educazione sessuale, totalmente azzerata, non si contrapponesse la morale cattolica avremo di sicuro ragazzi più informati e sicuramente più responsabili. I casi come questo non sarebbero così frequenti e il corpo femminile non sarebbe un oggetto e nessuno si permetterebbe di scrivere porcherie diseducative alla Wendy Shalit o di proporre di rianimare dei feti. Del resto noi non abbiamo bisogno di una Wendy Shalit che faccia disinformazione e incolpi il mondo femminile perchè si occupa della propria contraccezione. Il moralismo cattolico e la (dis)educazione sessuale cattolica è più che sufficiente sul territorio, così radicata, che anche la politica e lo stato che dovrebbero essere laici ormai non lo sono più.

Basta consultare internet e digitare "educazione sessuale". Compariranno molti siti cattolici in cui ci si occupa di sesso fintamente, corredati da attacchi contro il mondo femminista come questo:

Poco prima del 1950 Simone de Bauvoir pubblicò "il Secondo Sesso" e nel 1963 uscì "la Mistica della Femminilità" di Betty Friedan. Quest'ultima scrittrice fondò nel 1966 l'Organizzazione nazionale della donna (NOW) dalla quale nel 1968 un gruppo si staccò per formare una nuova associazione, "le Femministe" . Katerine Millet pubblicò nel 1970 "Politica Sessuale", versione letteraria della sua tesi di laurea discussa alla Columbia University mentre in Italia Oriana Fallaci scriveva "Sesso inutile" e Caria Lonzi "Sputiamo su Hegel".
Da questi libri partono i movimenti di liberazione della donna i quali, più che movimenti di emancipazione, come nel secolo passato, sono di conquista nella sfera genitale.

Un momento avevano in comune: nella loro vita non c'era esperienza di amore. Esperienza genitale sì, esperienza di violenza e di dominio subite, d'amore mai.

Gli adolescenti sono privati dell'educazione necessaria, investiti da messaggi contrastanti e sensi di colpa.Poi la pubblica opinione  si stupisce se si arriva ad un caso Niscemi o ad un caso Lucca.  Poi Studio Aperto fa lo speciale Lucignolo dipingendoli tutti come dei drogati superficiali che vogliono finire al Grande Fratello, la gente inorridisce e si domanda "Com'è potuto succedere?".

P.s. Ad onor del vero va detto che negli Stati Uniti l'educazione sessuale nelle scuole non è diffusissima. L'anno scorso il governo Bush ha sostenuto per diverse decine di milioni di dollari un programma d'educazione sessuale di tipo cattolico dove si incitavano le giovani menti eccitate all'astinenza.

AniNin alle 15:34 in:
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martedì, 20 maggio 2008

Non se ne può più

Piove da venerdì sera. Ora capisco perchè Udine la chiamano il Pisciatoio d'Italia. Continuerà a piovere fino a giovedì, per poi riprendere venerdì e continuare fino al 3 di giugno.

La buona notizia è che dal giorno 31 io sono a Roma, dov'è previsto un gran caldo e tanto sole.

E anche il primo appuntamento con Marco sarà un appuntamento umido. Io metereologicamente parlando ho una gran sfiga ai primi appuntamenti. O piove, o c'è il temporale o una nebbia impenetrabile.

AniNin alle 11:25 in:
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martedì, 20 maggio 2008

E' normale?

Insomma, sono in ufficio.

Arriva il marito di una collega che è in visita alle nove del mattino, in pieno periodo redditi, senza nessun motivo specifico. Sta girovagando per la città. E' passato a salutare.

Si sbaciucchiano di fronte ai colleghi (parliamo di gente che ha 38 anni). Lei insiste per preparargli il caffè. Parlano del menage familiare. Si risbaciucchiano con tanto di schiocco. Poi si abbracciano. Poi si ribaciano, poi riparlano.

Ma io dico: è normale? Che facciano queste cose a casa loro, lontano dall'ufficio e dai nostri occhi. Fino a prova contraria questo è un posto di lavoro, non il bar sotto casa o il loro soggiorno.

E non uscitevene fuori con frasi: si amano molto, sono carini. C'è luogo e luogo. E modo e modo

AniNin alle 09:10 in:
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lunedì, 19 maggio 2008

Proposte

C'è un ragione per cui improvvisamente mezzo mondo vuole uscire con me in questo periodo?

No, perchè francamente farei volentieri a meno di schivare questo fuoco incrociato di proposte. Per quanto mi riguarda sono del tutto inutili. Adesso mi ossessionano anche su My Space.

Dov'era tutta questa gente quando avevo il morale sotto i tacchi?

Ogni proposta o comunicazione che mi arriva dall'altro sesso mi da un'enorme conferma. Vale a dire che il Buon Marco sia di tutt'altra razza. Che se poi penso che venerdì ho un appuntamento a me viene da ridere. Odio i primi appuntamenti. Mi sento cretina come poche. Questa volta anche di più, visto che non posso fare la gatta morta come al solito.

AniNin alle 16:05 in:
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lunedì, 19 maggio 2008

E' strano

E' strano. Venerdì ho un appuntamento con un tipo carino e a posto. Normalmente avrei saltellato qua e là a raccontare questa prodigiosa notizia (per l'appunto trovare un uomo a posto). Invece oggi sono silenziosa. Comunque è piuttosto evidente che l'interesse è in netto rialzo perchè da sabato non dormo un accidente e sono stranamente sveglia, che è il sintomo primario della contentezza sentimentale.

Quando ho detto a M. del mio appuntamento (una delle poche a saperlo) ha stranamento assunto un tono di voce felice e contento, come non le capitava da molto, moltissimo tempo. Sarà forse perchè ho dimostrato definitivamente che C., il suo ex, non è esattamente al centro dei miei pensieri? Che per quanto si sforzi di corteggiarmi con originalità, io rispedisco qualunque stimolo al mittente...

AniNin alle 11:05 in:
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domenica, 18 maggio 2008

Il sangue di cui ci si vergogna

Ieri sera me la sono vista brutta. Per un secondo sono tornata indietro di qualche mese, quando attendevo con trepidazione che una certa persona entrasse dalla porta del bar e automaticamente ne ero anche terrorizzata.
Ieri sera, mentre ero presa dalla contentezza di vedere Marco lì per me, così disponibile, così carino, d'improvviso ha chiamato l'ultima persona che volevo venisse lì.
Era mio padre. Perdutamente ubriaco come ogni sera o quasi.
In sette anni di relazione avuta il mio ex ha avuto un'unica occasione di vederlo, visto che per tutto quel periodo abitava alle Canarie e nel frattempo si era risposato. Quell'unica volta era bastata ad entrambi, a me e al mio ex. Ogni volta che incrocio mio padre con qualche amica o amico da qualche parte avverto una certa vergogna. Non è necessariamente dovuto al grado alcoolico, che varia di volta in volta, ma al suo atteggiamento, allo sguardo viscido con cui guarda le mie amiche, alle parole scomode che riesce a pronunciare.
Così ieri l'angoscia di vederlo arrivare al bar, con tutto il mondo che conosco e al quale, tranne poche eccezioni, ho nascosto il sangue del mio sangue.
L'ultima cosa che volevo era che Marco, ma anche tutti gli altri, dallo Sfacciato Ventenne ai miei titolari, vedessero di chi sono figlia.
Devo essere sbiancata quando ho risposto al telefono e ho parlato brevemente.
- Qualcosa non va? - mi ha chiesto uno dei miei due titolari. Il mio sorriso si era spento.
Gli ho detto come stavano le cose - Se dovesse arrivare, io vado a nascondermi in bagno.- ho detto.
- Non ti preoccupare, me ne occuperò io. - mi ha detto - Ho un'esperienza pluriennale in questi casi. Non capisco però tutto il resto. A tutti capita di essere fuori. -
- Ma nessuno dice quello che dice mio padre. Io l'accetto solo perché è mio padre, ma quello che fuoriesce dalla sua bocca è racapricciante, specie in questi casi.-
Quando Marco ha messo un piede fuori dal bar, quando a malincuore l'ho visto andar via mentre mi sorrideva e non ci staccavamo gli occhi di dosso, volevo che rimanesse, ma una parte di me era sollevata.
Per un minuto mi sono sentita come a dicembre, quando spiegai a grandi linee, addolcendo la pillola, di chi ero figlia al Principe Nero. Ricordo che uno dei motivi per cui fuggivo era il suo lignaggio. Solo ieri ho compreso che non era il suo di lignaggio il problema, ma il mio.
Ho pregato affinché mio padre concludesse la sua serata altrove, a chilometri dal mio lavoro. Così è stato.
Più comprendo quello che eventualmente m'aspetta, più sento una forza che m'impone di scappare prima del tempo. Dall'altra parte qualcosa mi obbliga a rimanere e a sforzarmi di resistere. Ecco il significato di evitante distanziante.
Mi sono resa conto del mio interesse quando la prima inevitabile bugia è fuoriuscita dalle mie labbra ieri sera. - Sono single da due anni, ma non ho avuto storie.- Bugie, bugie, bugie. Nessuno mi ha mai creduto quando ho giocato alla brava ragazza, e sono stata ben più credibile nel ruolo opposto. Ma mentre negli occhi del Principe Nero leggevo chiaramente a grandi lettere che il fascino che esercitavo su di lui era determinato dal mio essere una cattiva ragazza, non leggo altrettanto in faccia a Marco, che invece vuole credermi e vuole credermi fino in fondo. - Non sono uno che va a cercare storielle stupide come fa la maggior parte delle persone. -
- Oh, sì. Anche io non sono per le storielle stupide. - seconda grossa bugia. No, non sono per le storielle stupide. Ma ne conto almeno otto o nove negli ultimi due anni.
Ma del resto che avrei dovuto dire? In tutti i casi precedenti, come parlavo al passato di amici maschi e di ex, i lui di turno mi guardava storto. Così ieri sera ho abbellito il tutto raccontando anedotti delle vacanze in cui gli ex diventavano amiche, in cui gli amici maschi diventavano amiche femmine.
Ecco il segnale del mio interesse: la menzogna.
AniNin alle 19:20 in:
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domenica, 18 maggio 2008

Ho un non appuntamento

Io non sono timida per natura. Ma sono una finta sicura quando si tratta di uno che mi piace. Tempo addietro mascheravo le incertezze e il batticuore con la miglior interpretazione della donna che la sa lunga. Ieri la personalità evitante-distanziante è venuta meno. L'emozione ha avuto il sopravvento. La timidezza, un sentimento che non provavo dall'alba dei tempi, è rientrata nel corollario delle mie sensazioni.
Come prevedevo, il Buon Marco ha chiamato per prenotare per le nove. I minuti tra le otto e le nove sono stati lunghissimi. Mi agitavo come una pazza dietro al bancone, camminando avanti e indietro.
Memore dell'ultimo fallimento sentimentale e della mia maniera del tutto sbagliata di pormi, avevo promesso a me stessa che tanto per una volta avrei dovuto presentarmi per quella che ero, senza fronzoli e senza mascheramenti. L'agitazione era dovuta più che altro a questo.
Ci risiamo. Sono di nuovo nel limbo, almeno è il limbo piacevole. Stamattina mi fanno male le guancie tanto ieri ho sorriso e un sorriso mi è stato fatto di rimando. Un sorriso perenne.
La differenza sostanziale tra il Buon Marco e il resto del mondo è l'atteggiamento. E' controllato, ma fino ad un certo punto. Non ha grilli per la testa e mi ha detto a chiare lettere che non ha la benchè minima intenzione di comportarsi come la media degli uomini.
Quello che potrebbe essere definito un suo amico ha cominciato a farmi la corte in maniera del tutto stupida e troglodita. A me non è che desse fastidio, anche perchè ormai sono preparata a servire tizi del genere. Ma lo sguardo del Buon Marco era sufficientemente eloquente: lui gli dava fastidio e non lo poteva sopportare.
E' venuto da me di nuovo senza scuse. - Volevo scusarmi per il mio amico. Non è che in fondo lo siamo davvero, anzi, oggi non avrebbe neppure dovuto essere qui. Non sopporto chi molesta le persone che stanno lavorando - ha detto
L'ho rassicurato rispetto al fatto che avevo visto e vissuto di peggio.
Come me, Marco è single da un anno e mezzo. Come me, Marco ha avuto una storia pluriennale che è poi sfociata in una convivenza fallita in un anno. E' stato uno dei discorsi più difficili che abbia fatto nella vita. Non certo per i contenuti, ma per il mio stato emotivo. Vedevo la stessa rigidità che mi contraddistingueva anche in lui. Mi appendevo al bancone da un lato e lui si appendeva all'altro. Quei due secondi di silenzio tra un argomento e l'altro erano carichi di ansia.
Dopo un attenta analisi del mio passato sentimentale ho infine tirato le somme e ho decretato che tutta quest'ansia deriva dal fatto che in nessun caso mi sono tenuta le mutande strette per più di un mese. C'è una pulsione sessuale che mi agita, che non ho mai imparato a tenere a bada. Quindi non è neanche mai servito a molto corteggiarmi. Il più lungo corteggiamento è stato quello del Principe Nero, che è durato due settimane. Ora che mi trovo di fronte ad una persona sana di mente, che non vuole assolutamente trattarmi come la solita bistecca, sono a disagio. Perchè sono a disagio? Perchè dopo anni ti abitui ad aver a che fare con il peggio. Il peggio è la normalità, pertanto quando arriva qualcuno che è davvero normale, allora ti destabilizza. E' la pecora bianca in mezzo al gruppo delle pecore nere.
Quello che più mi piace è che ho a che fare con il primo essere maschile che nella vita ama relazionarsi parlando, non toccandoti, sfiorandoti, facendo allusioni. Credevo fosse una razza scomparsa.
Poi è scaturito qualcosa che mi mancava nel corollario degli inviti: il NON-APPUNTAMENTO.
- Se passi di qui venerdì beviamo qualcosa insieme - ha detto il Buon Marco. A me veniva un pò da ridere, visto che alle spalle aveva lo Sfacciato Ventenne che aveva origliato a tutta la conversazione, che scuoteva la testa con un sorriso vinto tatuato sulla faccia.
- Sicuramente ci sarò venerdì.- ho risposto, consumando ancora esageratamente i muscoli facciali.
Oltretutto, il mio titolare, che continua a fare da Dottor Stranamore ha chiesto il numero al Buon Marco per questioni personali. Mi ha poi dato una copia come Marco se ne è andato a casa.
- Come lo giustifico il fatto di avere il suo numero? - ho domandato.
- Gli dici che ti ho incaricato di fargli sapere che non abbiamo più roastbeef per venerdì sera. -
Ma tanto per una volta me la prenderò comoda, accetterò le mie difficoltà nel relazionarmi con qualcuno che mi piace (l'ultima figura di merda fatta è stata ribaltare completamente il telefono delle prenotazione mentre lui attendeva una risposta  dall'altro capo. Ha fatto un tonfo che ha fatto girare tutto il bar), smetterò con questa personalità evitante-distanziante e smetterò di fare la dura gratuitamente.
Se poi tutto deve andare in vacca, e vabbè, passerò poi altri mesi ad inventarmi altri stratagemmi per farmela passare.
AniNin alle 14:20 in:
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sabato, 17 maggio 2008

Uscire quando non si deve

Io l'avevo pensato. Sapevo che questa sera, visto il tempo orribile, avrei dovuto stare a casa. Un sesto senso me lo raccomandava. Invece come al solito non do mai ascolto a questa voce interna. Quindi sono uscita.
In questo stato sono un essere pericoloso. In che modo? In primo luogo mi sono sottratta dalle attenzioni del Figlio dei Fiori per un soffio. Io e V. abbiamo riso fino alle lacrime all'idea che si presentasse. Lei mi guardava dicendomi "Beh? E adesso che farai? Ora che un tuo fan sfegatato ti si para davanti?"
Il mio difetto è la ricerca di un'amicizia platonica con un essere maschile. Sembra sia mera utopia.
Poi è comparso C., l'ex di M., con M. vicino. In tutti modi ha cercato di mantenere l'interesse alto. Nonostante la mia inesistente ricerca di attenzioni (stasera peraltro, completamente allo scazzo, sono uscita con la stessa mise che avrei in palestra) C. pendeva dalle mie labbra per una sorta di affinità elettiva, che M. non poteva fronteggiare.
Poi è arrivato lo Sfacciato Ventenne a raccontarmi la sua vita dai sui sedici ai ventun anni. Il mio sollievo è di non aver visto il Buon Marco. Perchè questo significa che domani dovrò fronteggiare l'enorme mostro dell'interesse reciproco, che tanto mi genera spavento.
Ormai non mi stancherò mai di dirlo: non è questione di prestanza fisica, ma di atteggiamento.
Sono arrivata al punto in cui sto di nuovo benissimo con me stessa, in cui non penso in particolare a nessuno, in cui sorrido alla vita, in cui la dieta nevrastenica è soltanto un ricordo. Nessuno mi affonda perchè sono totalmente consapevole di me e delle mie pontenzialità e degli eventuali difetti.
Tutto il resto del mondo mi ruota attorno attirato da quest'energia. Mi sono guardata allo specchio: sono stanca e non sono fisicamente al livello normale. Sono dimagrita e ho delle occhiaie feroci e costanti. Eppure, nonostante non sia al top della forma, più sono scazzata, meno risalto do alla forma, più mi sbattono in faccia apprezzamenti che non ricerco.
Non capirò mai, ma questa è altra cosa.
AniNin alle 03:51 in:
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