Leggendo blog e riviste americane in questi ultimi tempi ho notato la rilevanza che si da negli Stati Uniti, come in altri paesi, all'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuola superiore. Basti pensare che in Svezia esistono corsi di educazione sessuale dal lontano 1946, mentre in Italia l'unico disegno di legge fatto in proposito risale al 1997. Che ne è dell'educazione sessuale nel 2008? Non v'è traccia nella scuola. Il che oltre che imperdonabile, ci rende un popolo totalmente ignorante in materia.
Informazioni minime sono date dagli insegnanti di scienze e biologia che tra il primo e il secondo anno delle superiori informano allegramente gli studenti che uno spermatozoo feconda un ovulo. Tutto questo ha poco a che vedere con la responsabilizzazione di uno stuolo di ragazzini che al sesso ormai pensa da tempo e che alcuni hanno già fatto. C'è chi sostiene che l'ignoranza in materia è imperdonabile perchè è possibile raccogliere informazioni ovunque a riguardo, specie dopo l'avvento di internet. Probabilmente è così, ma sono piuttosto certa che spetta alle famiglie e ai genitori educare adeguatamente i loro figli, e non devono essere i figli ad autoeducarsi. In fondo l'educazione sessuale non è solo informazione sessuale. Oltre che informazione dovrebbe essere un'educazione ai sentimenti e al rispetto del prossimo e soprattutto del corpo del prossimo, dove certe barriere sono del tutto invalicabili.
Se all'educazione sessuale, totalmente azzerata, non si contrapponesse la morale cattolica avremo di sicuro ragazzi più informati e sicuramente più responsabili. I casi come questo non sarebbero così frequenti e il corpo femminile non sarebbe un oggetto e nessuno si permetterebbe di scrivere porcherie diseducative alla Wendy Shalit o di proporre di rianimare dei feti. Del resto noi non abbiamo bisogno di una Wendy Shalit che faccia disinformazione e incolpi il mondo femminile perchè si occupa della propria contraccezione. Il moralismo cattolico e la (dis)educazione sessuale cattolica è più che sufficiente sul territorio, così radicata, che anche la politica e lo stato che dovrebbero essere laici ormai non lo sono più.
Basta consultare internet e digitare "educazione sessuale". Compariranno molti siti cattolici in cui ci si occupa di sesso fintamente, corredati da attacchi contro il mondo femminista come questo:
Poco prima del 1950 Simone de Bauvoir pubblicò "il Secondo Sesso" e nel 1963 uscì "la Mistica della Femminilità" di Betty Friedan. Quest'ultima scrittrice fondò nel 1966 l'Organizzazione nazionale della donna (NOW) dalla quale nel 1968 un gruppo si staccò per formare una nuova associazione, "le Femministe" . Katerine Millet pubblicò nel 1970 "Politica Sessuale", versione letteraria della sua tesi di laurea discussa alla Columbia University mentre in Italia Oriana Fallaci scriveva "Sesso inutile" e Caria Lonzi "Sputiamo su Hegel".
Da questi libri partono i movimenti di liberazione della donna i quali, più che movimenti di emancipazione, come nel secolo passato, sono di conquista nella sfera genitale.
Un momento avevano in comune: nella loro vita non c'era esperienza di amore. Esperienza genitale sì, esperienza di violenza e di dominio subite, d'amore mai.
Gli adolescenti sono privati dell'educazione necessaria, investiti da messaggi contrastanti e sensi di colpa.Poi la pubblica opinione si stupisce se si arriva ad un caso Niscemi o ad un caso Lucca. Poi Studio Aperto fa lo speciale Lucignolo dipingendoli tutti come dei drogati superficiali che vogliono finire al Grande Fratello, la gente inorridisce e si domanda "Com'è potuto succedere?".
P.s. Ad onor del vero va detto che negli Stati Uniti l'educazione sessuale nelle scuole non è diffusissima. L'anno scorso il governo Bush ha sostenuto per diverse decine di milioni di dollari un programma d'educazione sessuale di tipo cattolico dove si incitavano le giovani menti eccitate all'astinenza.